Se la serietà di una ditta si intuisce dai componenti la ditta stessa beh, allora forse non era il caso di pubblicare le foto che seguono…
Ma abbiamo pensato anche che poteva risultare simpatico vedere “in anteprima” le facce di chi si presenterà a casa vostra per prendere delle misure, consegnare un tavolo, o per ritirare le finestre sulle quali montare i vetri-camera…
Non sarà un bellissimo vedere, ma almeno potrete riconoscerli!
Cliccate sul soggetto preferito e troverete una schedatura breve ma densa di significato:
Vittorio Bonini Titolare
Amichevolmente detto “il terrore dei dipendenti”, di lui si raccontano aneddoti da brivido, ma è innegabile la sua dedizione al lavoro.Denota una certa tendenza ad ingarbugliare tutto quello che non è fatto di vetro (soprattutto fogli di carta e computer), ma spesso riesce dove altri hanno fallito.
Giacomo Ferri, socio
Giacomo, detto James o Sampei (dalla passione per la pesca) è senz’altro il più tranquillo del gruppo. Sempre rilassato e positivo, eccelle nella realizzazione delle vetrate artistiche che hanno reso famosa la Vetreria Scacciati.
Purtroppo perde clamorosamente l’aplomb non appena si accenna al variegato mondo del tatuaggio, denudandosi e mostrando fiero tutti quelli che gli ricoprono il corpo... TUTTO il corpo.
Simone Fanfani, socio
Gli amici lo chiamano “Terminator” per via della sua passione per la caccia. Possiede fucili, cani, richiami, schioppi, trappole, gabbie, archibugi e tutto il necessario per il suo “sport” preferito.
Sul posto di lavoro invece viene soprannominato “McGuyver” per l’innata capacità di risolvere (quasi) tutti i problemi tecnici che gli vengono sottoposti.
Resta famosa una sua foto che lo ritrae “sospeso” a gambe divaricate su di un tetto in barba a tutte le leggi della fisica…
Massimo Ricciuti, laboratorio
Il “Ceghevara” della compagnia. Iscritto alla CGIL dall’età di 7 anni, conosce a memoria la carta dei diritti dei lavoratori ed ha come suoneria sul telefonino un mix tra bandiera rossa e l’internazionale composto e riarrangiato da Manu Chao.
Tuttavia conosce il proprio lavoro come pochi altri… e gli altri purtroppo erano tutti già occupati.
Giuseppe Vinci, laboratorio
Direttamente da Priolo Gargallo (SR), Beppe è la dimostrazione vivente di come si possa usurpare un titolo lavorativo.
E’ infatti stato dichiarato dal CNA toscano “operaio giovane meno meritevole del globo”. Tuttavia egli usufruisce di tutti i vantaggi che la posizione gli offre senza mostrare il minimo segno d’imbarazzo.
Post Scriptum: tale didascalia è stata volutamente vergata con vocaboli desueti per impedirne la lettura e la comprensione al medesimo.
Lo Staff Amministrativo
Come dicono in Pirelli “La Potenza è Nulla Senza Controllo”.
Ne deriva che tutta la potenza sprigionata dallo staff tecnico della Vetreria Scacciati non troverebbe il giusto sfogo se non fosse incanalata dai pazienti impiegati dell’ufficio che si occupano di coordinare gli interventi e gli appuntamenti oltre che, ovviamente, ad occuparsi della contabilità.
Trattare con i “tennici” è spesso compito ingrato, anche perché essi mal sopportano e poco comprendono il necessario lavoro d’ufficio… Ma come diceva un famosissimo trentatreenne, ognuno ha la sua croce.
Consorte del già citato Vittorio, si occupa della ricezione dei clienti e del disbrigo di ordini e preventivi, nel tempo lasciatole libero dai due pargoli Giulio e Vittoria…
Famosa per la sua pazienza e per l’innata pacatezza comportamentale risulta molto adatta ad occuparsi dei clienti morosi, i quali dopo averla incontrata anche solo per via telefonica si affrettano a saldare ogni e qualsiasi sospeso.
Gabriele Galli - Ragioniere
Volgarmente detto “Mago Gabriel” (dal personaggio di “Mai Dire Gol”), si dedica anima e corpo alla gestione amministrativa della Vetreria Scacciati.
Gran tifoso viola, non risulta essere un campionissimo del PC, e spesso capita di vederlo digitare sulla tastiera a capo chino borbottando frasi sconnesse sul presunto malfunzionamento dell’odiata macchina.
Tuttavia riesce a mantenere una calma invidiabile (quasi soprannaturale, oseremmo dire conoscendolo…) in tutte le altre situazioni lavorative, spesso spinose, in cui si trova di volta in volta invischiato suo malgrado.